Descrizione del Nuovo Programma Incentivi Fotovoltaico
Decreto FER 2019

Puoi scaricare l'ultima bozza del Decreto FER 2019 direttamente da qui;
oppure dai una occhiata ad altri documenti correlati.

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Cosa ci porta il Nuovo Decreto FER 2019

Ora, a 5 anni dalla fine del Conto Energia, anche per il fotovoltaico si riaprono le porte degli incentivi.

DECRETO IN VIGORE

ESSENDO UN MECCANISMO A REGISTRI, CON QUOTE CONTINGENTATE PER OGNI SESSIONE, QUESTO DECRETO ASSOMIGLIA UN PO’ AL PRIMO CONTO ENERGIA. LA PRIMA FINESTRA PER PRESENTARE LA DOMANDA SI APRIRÀ IL 31 GENNAIO 2019 PER 30 GIORNI. IL GSE PUBBLICHERÀ LA GRADUATORIA DEGLI AMMESSI DOPO 90 GIORNI. CI SARANNO ANCHE ULTERIORI SESSIONI A MAGGIO E A SETTEMBRE CON LE STESSE MODALITÀ.

DURABILITÀ

I VECCHI REPENTINI CAMBI NORMATIVI CI HANNO INSEGNATO CHE NON È POSSIBILE FARE PREVISIONI. QUEL CHE È CERTO E CHE VIENE FISSATO UN TETTO, QUELLO DEL CONTATORE FER ELETTRICHE NON FOTOVOLTAICHE AD OGGI A 4,9 MILIARDI DI €/ANNO. IL LIMITE È 5,8. UNA VOLTA RAGGIUNTO IL LIMITE, FINIRÀ IL MECCANISMO. NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI LA LEGGE PROVEDE L’ULTIMA ASTA EL 31 MAGGIO 2021.

CLASSIFICA PER L’INCENTIVI

PER GLI IMPIANTI SOPRA IL MW QUASI TUTTO SI GIOCHERÀ SUL VALORE DEL RIBASSO OFFERTO, PER GLI IMPIANTI SOTTO 1MW I CRITERI SONO:
– REALIZZAZIONI SU DISCARICHE CHIUSE E SIN (HANNO 100 MW RISERVATI ALLA PRIMA ASTA)
– SOSTITUZIONI DI AMIANTI SU EDIFICI PUBBLICI (HANNO 45 MW RISERVATI ALLA PRIMA ASTA)
– IMPIANTI CONNESSI IN PARALLELO E CON LE COLONNINE DI RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE.

INCENTIVI FOTOVOTAICI

L’ENERGIA IMMESSA IN RETE VIENE INCENTIVATA CON TARIFFA “OMNICOMPRENSIVA” PER 20 ANNI. PERTANTO, NULLA SARÀ DOVUTO PER L’ENERGIA CHE SI AUTOCONSUMA, NÈ SI DEVE INTERPRETARE LA TARIFFA COME “PREMIO” OLTRE AL VALORE DELLA ENERGIA. LE TARIFFE OFFERTE SONO DISPOSTE:
– 10,5cent/KWH FINO A 100KW
– 9 cent/KWH FINO A 1MW
– 7 cent/KWH OLTRE 1MW
(Tabella 1.1)

SOSTITUZIONE AMIANTO

GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI CHE APPARTENGONO AL GRUPPO A-2, INSTALLATI IN SOSTITUZIONE DI COPERTURE IN AMIANTO O ETERNIT AVRANNO DIRITTO, IN AGGIUNTA AGLI INCENTIVI SU TUTTA L’ENERGIA PRODOTTA A UN PREMIO PARI A 12€/MWH.

COMPONENTI REGENERATI

TARIFA DI RIFERIMENTO RIDOTTA 20% PER IMPIANTI CHE ACCEDONO AGLI INCENTIVI MEDIANTE PROCEDURA DI REGISTRO E PER LA CUI REALIZZAZIONE SONO IMPIEGATI COMPONENTI REGENERATI.

CAUZIONI

SONO INTRODOTTE DELLE CAUZIONI ANCHE PER GLI IMPIANTI SOPRA I 100KW E SOTTO 1MW, NELLA MISURA DEL 2% DEL COSTO PREVISTO DAL GSE PARI A 1000€/KW. PER ESEMPIO QUINDI PER UN 200 KW SI VERSER UNA CAUZIONE PROVVISORIA DI 2000€ E DEFINITIVA DI 4000€ CHE VERRANNO POI SVINCOLATI QUANDO L’IMPIANTO ENTRA IN FUNZIONI.

VARIE

– REQUISITI FINANZIARI PER IMPIANTI SOPRA 1MW SONO PIÙ STRINGENTI
– IMPIANTI UBICATI IN STATI ESTERI
– CONTRATTI STANDARD PER I PPA
– POSSIBILITÀ DI INTERROMPERE LA DECORRENZA DEI 20 ANNIPER LAVORI DI EFFICIENTAMENTTO
– MECCANISMO A DUE VIE.

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CONTO ENERGIA – DECRETO FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI 2019

CONTO ENERGIA

Per promuovere l’utilizzo di fonti rinnovabili per la creazione di energia, il 19 Settembre 2005 è entrata in vigore anche in Italia la possibilita’ di usufruire di incentivi per la costruzione di impianti fotovoltaici (pannelli solari che producono elettricità), che verranno erogati in “conto energia”, ovvero rivendendo tutta l’energia elettrica prodotta direttamente al gestore GSE (Gestore dei servizi elettrici) ad una tariffa incentivante.

Come funziona il Conto Energia nella pratica?

Di seguito viene rappresentato uno schema generale di un impianto fotovoltaico per chiarire meglio il funzionamento del conto energia.

L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico (A) viene convertita dall’inverter (B) e immessa nella rete locale a bassa tensione. 
Il primo contatore (C1) posizionato dal gestore GSE accanto del’inverter, conteggia tutta l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico. L’energia prodotta viene ceduta al gestore locale D (solitamente ENEL) e conteggiata dal secondo contatore (C2) que rileva i KWH immessi alla rete. Si può immaginare la rete nazionale come una batteria di capacità infinita dove il produttore immete l’energia prodotta e quando necessita la preleva. Il vantaggio enorme di tale soluzione è che la rete nazionale non necessita di manutenzione e costi aggiuntivi dovuti alle perdite di carica o scarica della batteria e la sua sostituzione che avviene circa 10 anni. Il terzo contatore (C3), cioè il normale contattore che si ha normalmente in casa, conteggia il consumo energetico per i propri fabbisogni quando non vi è produzione di energia elettrica dall’impianto. 
In sintesi il C2 ha la caratteristica di misurare l’energia immessa nella rete Nazionale, mentre il C3 quello di misurare il consumo. La soluzione tecnica che si sta adottando da un pò è che il contatore C2 e C3 vengono condensati in uno unico contatore bidirezionale. 
La tabella di seguito sintetizza il valore dell’incentivazione per il fotovoltaico, riconosciuta al variare della potenza secondo il nuovo Decreto FER 2019:

 
 

I valori della Tabella 1.1 sono ridotti, a decorrere dal 1° Gennaio 2021, del 2% per le tipologie di impianti di cui al gruppo B e del 5% per le tipologie di impianti di cui al gruppo A. Il GSE pubblica sul proprio sito internet la tabella aggiornata.
Le tariffe di cui allo schema precedente valgono per tutti quegli impianti que entreranno in funzione nel 2019, fatti salvi gli impianti di potenza fino a 20 kW che possono accedere alle detrazioni fiscali. Il decreto definisce altresì le tariffe che verrano applicate agli impianti che entreranno in produzione negli anni successivi al 2020 fino al 2030 compresso; in pratica ogni anno succesivo al 2021 verrano applicate le tariffe dell’anno precedente ridotte del 2%. 
Le tarife specificate ne decreto possono essere ulteriormente maggiorate (fino ad un massimo del 30%) qualora l’impianto sia abbinato ad interventi di efficientamento energetico; in particolare ad ogni riduzione del 10% del fabbisogno energetico di ogni unità abitativa (ottenuto attraverso interventi tesi alla riduzione delle perdite energetiche) farà seguito un aumento di pari entità della tariffa incentivante (fino, appunto, ad un massimo del 30%).
Passa da 12 a 15 mesi il limite di tempo che può intercorrere tra la comunicazione di aggiudicazione dell’incentivo e l’entrata in esercizio dell’impianto senza che il bonus subisca una decurtazione. 


 

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Che cosa è lo scambio sul posto?

Attraverso la Delibera n. 28/06 l’Autorità per l’energia elettrica definisce le “Condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili di potenza nominale non superiore a 20 KW, ai sensi dell’articolo 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387”. 
Ovvero definisce le regole attraverso cui viene regolamentato un contratto di scambio energetico tra il gestore della rete ed il produttore di energia rinnovabile.  
In sostanza la delibera definisce che l’energia prodotta attraverso fonte rinnovabile e ceduta al gestore della rete verrà scontata sui consumi dei produttore medesimo. 
Facendo un esempio, una famiglia che attraverso il suo impianto fotovoltaico cede alla rete 3KWH non pagherà al gestore 3KWH assorbiti dalla rete.

Conto energia + Scambio sul posto?

L’Articolo 8 del decreto attuativo del conto energia definisce che; “la disciplina dello scambio sul posto continua ad applicarsi dopo il termine del periodo di diritto alla tariffe incentivante. I benefici dello scambio sul posto sono aggiuntivi rispetto alle tariffe del conto energia.” 
Ciò significa che, oltre alle tariffe incentivanti, il produttore ha diritto ad uno sconto sulla propria bolletta pari al valore di energia prodotta per la tariffa applicata dal gestore. 
Inoltre, anche dopo i venti anni in cui il produttore cederà l’energia prodotta alle tariffe incentivanti definite nel decreto del conto energia, il produttore di energia rinnovabile potrà usufrire dello “scambio sul posto”. Questo tutela il produttore dalle variazioni del prezzo dell’energia definite dal mercato energetico anche dopo i venti anni a regime conto energia per tutta la vita dell’impianto (25/30 anni).

TIPOLOGIE DI IMPIANTO FOTOVOLTAICO

IMPIANTO NON INTEGRATO

Non si integrano armoniosamente con le strutture o superfici che li ospitano. Trattasi d’installazione non integrata quando i pannelli fotovoltaici non svolgono nessuna prestazione complementare rispetto all’organismo edilizio al di fuori della produzione energetica.

IMPIANTO PARCIALMENTE INTEGRATO

I moduli fotovoltaici vengono ancorati al tetto per mezzo di staffe e sporgono leggermente dal profilo dell’involucro esterno dell’edificio. Sono appena visibili e costituiscono una via di mezzo tra i normali impianti fotovoltaici e gli impianti fotovoltaici integrati.

IMPIANTO INTEGRATO

I pannelli sostituiscono gli elementi di copertura del tetto sul quale vengono installati: l’impianto non viene sovrapposto al tetto ma sostituisce i materiali di rivestimento, ad esempio le tegole. Svolge, quindi, sia la sua funzione energetica, sia la funzione di copertura dell’edificio dalle intemperie.

GRUPPO A

IMPIANTI EOLICI
IMPIANTI FOTOVOLTAICI

GRUPPO A-2

IMPIANTI FOTOVOLTAICI IN SOSTITUZIONE DI COPERTURE DI EDIFICI E FABBRICATI RURALI SU CUI E OPERATA LA COMPLETA RIMOZIONE DELL’ETERNIT O DELL’AMIANTO. LA SUPERFICIE NON PUO ESSERE SUPERIORE A QUELLA DELLA COPERTURA RIMOSSA.

GRUPPO B

IMPIANTI IDROELETTRICI
IMPIANTI A GAS RESIDUATI DEI PROCESSI DI DEPURAZIONE

GRUPPO C

IMPIANTI OGGETTO DI RIFACIMENTO TOTALE O PARZIALE E RIENTRANTI NELLE TIPOLOGIE DI CUI AL GRUPPO A (IMPIANTI EOLICI) E GRUPPO B.

ACCESSO AGLI INCENTIVI CONTO ENERGIA

ACCESSO AGLI INCENTIVI

Il decreto chiarisce innanzitutto che l’accesso agli incentivi è alternativo al ritiro dell’energia, previsto dal D.lgs. 387/2003 e al meccanismo dello scambio sul posto. Per la partecipazione alle procedure di asta e di registro, per tutti gli impianti sono richiesti i titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio, il preventivo di connessione alla rete elettrica. Gli impianti fotovoltaici devono essere di nuova costruzione e realizzati con componenti di nuova costruzione. 
Devono inoltre rispettare le disposizioni dell’articolo 65 della Legge 27/2012 sul divieto di accesso agli incentivi per gli impianti situati in zona agricola. Le richieste di partecipazione alle procedure di accesso agli incentivi sono inviate al GSE, esclusivamente tramite il sito http://www.gse.it, secondo modelli approntati e resi noti dallo stesso GSE, comprendenti la documentazione da fornire, strettamente funzionali alla verifica dei requisiti per la partecipazione alle procedure e dei criteri di priorità per l’accesso agli incentivi. Secondo quanto previsto dall’art 4.5 della Delibera AEEG n. 90/07, i seguenti documenti:
– la richiesta dell’incentivo (All. A1/A1p)
– la scheda tecnica finale dell’impianto (All. A2/A2p)
– la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (All. A4/A4P)
– la richiesta di premio per uso efficiente dell’energia (opzionale è All. A3a/A3b)
Scarica la Delibera AEEG n.90 qui!

Al fine di evitare gli errori più frequenti riscontrati, si raccomanda di seguire le seguenti indicazioni:  
– la richiesta di tariffa incentivante, la scheda tecnica finale d’impianto, la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e l’eventuale richiesta del premio abbinato al risparmio energetico devono essere presentate su modelli stampati direttamente dal portale del GSE e firmate in originale; 
– la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà deve essere autenticata da un notaio, cancelliere, segretario comunale, dal dipendente addetto a ricevere la documentazione o altro dipendente incaricato dal Sindaco. 
– la documentazione finale di progetto deve contenere almeno una relazione generale, schemi di sistema e planimetrici dell’impianto, elaborati grafici di dettaglio che consentano di classificare l’impianto in una delle tipologie descritte alla’art. 2 comma 1 lettere b1), b2), b3), e con riferimento per le medesime lettere b2), b3) a quelle specifiche di cui agli allegati 2 e 3 del Decreto Ministeriale del 19 Febbraio 2007. 
– il certificato di collaudo, da presentarsi in originale, deve attestare i risultati delle prestazioni dell’impianto. Tale obbligo è estesso a tutti gli impianti, non solo a quelli con potenza superiore a 50KWp, come prescritto dai precedenti decreti ministeriale.
DK5940 ed. 2.2
ALLEGATO A DK5940
ALLEGATO B DK5940
DOMANDA CONESSIONE SCAMBIO SUL POSTO
DOCUMENTAZIONE TERNA
ALTRI DOCUMENTI…

Gli impianti fotovoltaici sono in qualche modo inquinanti?

I pannelli utilizzati da Myenergy rispettano questi standard.

La maggior parte delle aziende produttrici che si occupano di tecnologie fotovoltaiche ha adottato sistemi di processo e di prodotto (tipo EMAS e ISO 14000) oltre a strategie di certificazione di qualità organizzativa della società che garantiscono una consapevolezza gestionale e un impegno specifico per quanto riguarda la massimizzazione dei vantaggi ambientali per la collettività e la minimizzazione di eventuali impatti, mediante adeguate procedure di controllo e monitoraggio dei cicli di vita dei prodotti.

FAQ CONTO ENERGIA

Sul sitio ufficiale di Myenergy puoi trovare le FAQ suddivise per sezione: conto energia, fotovoltaico, termico, eolico ed efficienza energetica. Di seguito riportiamo un estratto delle FAQ fotovoltaico e conto energia.

Posso installare con il conto energia l’impianto fotovoltaico sul mio terreno?

Sì è possibile, fino ad oggi per accedere ai contributi statali non era possibile, con il conto energia ora si possono sfruttare anche ampi spazi di terreni per installare gli impianti fotovoltaici.

L’impianto fotovoltaico funziona anche se è nuvoloso?

Certo. L’impianto fotovoltaico funziona al meglio in presenza di iraggiamento solare diretto (cielo sereno, moduli orientati a sud, temperatura di 25°C) , ma un minimo di energia elettrica è prodotta anche in caso di cielo nuvoloso, sfrutando la radiazione solare difusa.

Cosa succede dopo 20 anni con il Conto Energia?

Dopo aver usufruito per 20 anni dell’incentivo statale, l’impianto fotovoltaico funzionerà in net metering, ciò è ci sarà uno scambio alla pari con il gestore elettrico, come è avvenuto fino ad adesso per gli impianti che hanno usufruito di contributi statali.

Posso vendere energia a ENEL?

Il 5 Agosto 2005 è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale n. 181 il programma Conto Energia, con questo provvedimento fu possibile vendere l’energia elettrica da impianti fotovoltaici direttamente al gestore GRTN. Ora, con il nuovo Decreto, è ancora più monetizzato.

Quanto può costare un impianto fotovoltaico?

Il costo dei pannelli si aggira indicativamente intorno ai 4.200-4700 euro al kWp, a cui vanno aggiunti i costi degli inverter, di progettazione e di installazione. Se desiderate simulare il ritorno dell’investimento del vostro impianto potete verificarlo qui:

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Il Conto Energia permette incentivi che agevolano l’investimento iniziale. Inoltre, sarebbe un’opzione ecologica per un futuro sostenibile. Pensa due volte a quanto è importante l’ambiente.

Come posso accedere all’incentivo del Conto Energia?

Entro sessanta giorni dall’entrata in funzione dell’impianto occorre inviare al gestore della rete:
– Documentazione di conformità dell’impianto alle norme CEI;
– Scheda tecnica dell’impianto;
– Certificazione di collaudo;
– Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata

Posso instalare da solo un impianto fotovoltaico?

L’instalazione richiede conoscenze specifiche sia in termini di tecnologia che di sicurezza, normative e certificazioni, per cui le suggeriamo di contattare Myenergy per avere una consulenza adeguata.

Cos’è un fotovoltaico?

Un modulo fotovoltaico è un dispositivo che permette di convertire l’energia solare in energia elettrica utilizzando la proprietà di alcuni materiali, come il silicio, di produrre energia elettrica se irradiati dalla luce solare.

Il termine stesso “fotovoltaico” racchiude in sè queste caratteristiche, derivando da foto (= luce) e voltaico (dall’inventore della batteria, Alessandro Volta). Singoli moduli fotovoltaici sono generalmente assemblati meccanicamente tramite una intelaiatura, che li protegge anche dagli agenti atmosferici, dando vita ai pannelli fotovoltaici. I pannelli fotovoltaici vengono installati in modo da essere esposti direttamente ai raggi solari (tetti di abitazione, terrazzi, cortili). La luce solare viene trasformata in corrente continua, passata attraverso dispositivi detti “balance of system” e trasformata in corrente alternata tramite un sistema di “inverter”. L’energia così creata può a questo punto essere utilizzata per le utenze tradizionali o immessa nella rete elettrica e misurata da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica, che la acquisterà come credito da applicare sulla bolletta (vedi Conto Energia).

Che durata ha un impianto fotovoltaico?

I moduli fotovoltaici hanno una vita stimata che va dai 50 ai 100 anni circa, anche se è plausibile pensare a dismissioni dopo 25/30 a causa dell’obsolescenza della tecnologia e a possibili riduzioni di efficienza, mentre per un impianto si può pensare a trenta e più anni senza dover essere modificato o ristrutturato.

I moduli per accedere ai contributi in conto energia devono essere garantiti dal costruttore per almeno 20 anni.

Sono possibili anche installazioni per aziende, oltre che abitazioni?

Decisamente sì.

I fattori da considerare sono gli stessi definiti prima (requisiti in termini di potenza elettrica voluta, superfici per l’installazione dell’impianto, orientamente delle superfici.) I contesti industriali spesso agevolano queste installazioni, visto che la disponibilità di superfici non ombreggiate è spesso maggiore. Il Conto Energia potrebbe anche fornire vantaggi anche maggiori dalla produzione di energia elettrica e vendita del surplus all’ente erogante.

Ci sono requisiti particolari per l’installazione di un impianto fotovoltaico?

Un impianto fotovoltaico può essere installato praticamente ovunque senza problemi particolari. Gli unici fattori da tenere in considerazione sono:

– Necessità dell’impianto in termini di potenza elettrica

– Disponibilità di superfici su cui installare i pannelli senza ostacoli all’esposizione del sole (tipo altri edifici o alberi); tipicamente la soluzione più adatta è il tetto, ma si possono considerare anche possibilita’ alternative quali pareti, strutture comuni o terreni.

– Dimensioni e orientamento di tali superfici: da est, sud ed ovest vanno bene, anche se le prestazioni sono leggermente differenti

– Spazi per installare l’inverter e i fili.

Durante la valutazione di fattibilità, gli esperti di Myenergy lavoreranno direttamente con voi su questi aspetti per valutare la soluzione migliore per le vostre esigenze, fino ad arrivare all’installazione e certificazione dell’impianto.

Che tipo di impianti fotovoltaici esistono?

Esistono due grosse tipologie di impianti: autonomi (con accumulo o stand alone) e connessi alla rete (o grid connected).

I sistemi autonomi utilizzano l’energia prodotta dall’esposizione solare durante il giorno per caricare una batteria e rilasciare, poi, l’energia immagazzinata durante la notte o quando il sole è coperto, per alimentare oggetti di piccole e medie dimensioni (strumenti di emergenza, lampioni stradali, ripetitori, ecc.). I sistemi grid connected sono normalmente utilizzati per fornire energia a una rete elettrica già alimentata da generatori convenzionali e cedere all’ente erogatore il surplus, utilizzando un apposito contatore che registra i flussi di entrata e di uscita. Caratteristica esclusiva di questi impianti è l’inverter, che trasforma la corrente continua in alternata.

Quanto tempo richiede l’installazione?

Il tempo richiesto dipende alla complessità dell’impianto e gli interventi richiesti. In fase di preventivo verrano stimati anche i tempi di installazione.

Come funziona praticamente il Conto Energia?

Come già in altri paesi Europei, anche in Italia il Governo ha attua il piano di incentivi per favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici domestici, condominiali o industriali. Tale piano attuativo, chiamato Conto Energia, a fronte di alcuni parametri da rispettare, consente di scambiare o vendere alle società elettriche l’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Grazie al Conto Energia, su un periodo di medio-lunga durata, non solo non si paga per l’energia elettrica consumata ma si riesce a fare dei guadagni. L’impianto fotovoltaico diventa un vero e proprio investimento industriale. Myenergy offre tutte le informazioni che consentono di valutare le opportunità che si aprono grazie all’installazione di impianti fotovoltaici.

Che tipo di agevolazioni fiscali esistono per il fotovoltaico?

Il principale incentivo nazionale è: Conto Energia: per tutti gli impianti di potenza compresa tra 1 e 1000KW, incentivo della durata di 20 anni sull’energia prodotta dall’impianto connesso alla rete elettrica (DM del 6 Febbraio 2006 che aggiorna il precedente DM del 28 Luglio, conto energia) A questi incentivi si possono sommare alcune opzioni:

– Vendere l’energia prodotta al gestore della rete ad un prezzo fissato (Delibera n.34/05 – Acquirente Unico) o venderla sul mercato libero (Delibera n.168/03);
– per impianti di potenza non superiore ai 20 KW connessi alla rete elettrica si può scegliere di applicare lo scambio sul posto (scambio di energia con la rete elettrica) tra l’energia elettrica immessa in rete e quella prelevata dalla rete.
– aliquota IVA al 10%
– possibilità di integrare il Conto Energia con incentivi in conto capitale che non superino il 20% dell’investimento.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?

Dipende principlamente dal tipo di pannelli (monocristallino, policristallino, amorfo). Lo spazio occupato dai pannelli fotovoltaici monocristallini installati su tetto inclinato è pari a circa 8 m² per Kw installato mentre per quanto riguarda i tetti piani è pari a circa 12 m² per Kw.

Quanto produce un impianto fotovoltaico?

La produzione di un impianto fotovoltaico è funzione principalmente della latitudine di installazione dell’impianto e ovviamente della potenza installata. Per verificare la produzione di un impianto fotovoltaico, potete farlo sul nostro sito.

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Quale è il PBP di un impianto fotovoltaico?

Nel caso di un impianto fotovoltaico che usufruisce di un incentivazione in conto energia, tale grandeza è in funzione della potenza installata, della tipologia di impianto e dell’irragiamento solare specifico della zona in cui l’impianto è sito. Il ritorno di investimento varia dai 7 agli 11 anni a seconda della latitudine e delle dimensioni dell’impianto. A ciò va inoltre aggiunto l’incentivo ulteriore determinato dalla disciplina di “scambio sul posto”.

Che tipo di tecnologie esistono?

Tutte le tecnologie si basano sull’uso del silicio, l’elemento più diffuso sulla crosta terrestre (28%) dopo l’ossigeno. Le tecnologie più comuni sono 3:

– Silicio monocristallino, che utilizza silicio purissimo, con atomi perfettamente allineati che garantiscono la massima conducibilità

– Silicio policristallino, con monocristalli di silico aggregati con forme e orientamenti diversi

– Silicio amorfo o a film sottile, che non ha struttura cristallina e i cui atomi vengono deposti chimicamente in ordine casuale senza alcun allineamento (struttura amorfa), utilizzando quantità di silicio molto basse.

Ogni tecnologia si differenzia per prestazioni, rendimento, costi e durata. Le prestazioni dipendono da caratteristiche quali l’irraggiamento, la posizione, la temperatura di esercizio ecc. Il rendimento è la percentuale di energia trasformata rispetto a quella irraggiata sul modulo, e il passaggio è dal monocristallino all’amorfo in ordine decrescente ovvero, a parità di produzione di energia elettrica, un pannello fotovoltaico amorfo occupera’ una superficie maggiore rispetto ad un equivalente cristallino. In termini di costi, l�amorfo costa meno ma ha un tempo di vita di 10 anni mentre, un modulo policristallino ha garanzia di vita per 25-30 anni

Esistono poi altre tecnologie più recenti (ad esempio l’eterogiunzione e il silicio microsferico) ma non ancora commercializzate al grande pubblico. In tutti i casi, il silicio viene poi fuso in lingotti di 10/15 cm di diametro e affettato in sezioni di 0,25-0,35 mm di spessore. Due strati di silicio a differente potenziale elettrico posti tra le due facce delle sezioni ricavate dai lingotti costituiscono la cellula fotovoltaica. Le celle fotovoltaiche collegate tra loro formano i moduli fotovoltaici che come abbiamo visto sono in grado di trasformare la luce solare in energia elettrica.

Ci sono costi o interventi aggiuntivi nel tempo?

Una volta installato, l’impianto è practicamente autosuffieciente.
Costi aggiuntivi sarebbero legati solo ad eventi calamitosi o vandalici. Considerando che in fase di progettazione i moduli dai noi utilizzati vengono sottoposti a test di resistenza alla grandine (anche di grosse dimensioni), installando pannelli certificati da enti internazionali, il rischio di costi aggiuntivi è praticamente nullo. Gli unici interventi aggiuntivi possono essere legati ad eventi speciali (ad esempio neve), che richiedono una pulizia manuale dei pannelli, altrimenti autopulenti grazie all’esposizione a pioggia e vento.

Con il fotovoltaico sono immune da black-out?

NO. Per ragioni di sicurezza, in caso di black-out manutentivo da parte dell’ENEL l’impianto non è funzionante, per evitare rischi di sicurezza per gli operai, che potrebbero essere fulminati dall’energia generata dall’impianto fotovoltaico.

L’installazione di un impianto fotovoltaico richiede modifiche al mio impianto elettrico esistente?

No, non si deve modificare l’impianto esistente. L’impianto fotovoltaico ha una sua linea autonoma che dev’essere collegata al quadro elettrico generale, e due contatori installati dal gestore elettrico: uno in entrata, per registrare l’energia elettrica prelevata dalla rete nazionale, e uno in uscita, per registrare l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto fotovoltaico (/oppure un contatore bidirezionale che conteggia sia l’energia elettrica in entrata che quella in uscita).

QUALI SONO LE BANCHE CHE FINANZIANO IL CONTO ENERGIA?

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